Lo Zampino
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IA & Bias: l'esperienza di Danilo Giovannico

Ormai parlare di intelligenza artificiale è il leitmotiv degli ultimi anni. I suoi usi sono svariati, non necessariamente legati alla programmazione: c’è chi la usa per farsi consigliare il vino per una cena particolare o chi la usa come psicologo, chi preferisce farsi generare video e immagini per evadere dalla realtà e chi ci monetizza su. Però, oltre alle sue utilità, è bene pensare anche alle problematiche legate ad un suo uso smodato. Fra queste rientrano sicuramente i bias, ripreso e studiato da Danilo Giovannico nella sua tesi di laurea magistrale per il corso di Computer Engineering presso l’Università del Salento.

Da cosa è nato l’interesse per i bias dell’intelligenza artificiale?

Il mio interesse per tale argomento nasce dalla crescente rilevanza che questo tema ha assunto negli ultimi anni, sia in ambito accademico sia applicativo. È ormai evidente come i sistemi di IA possano ereditare e amplificare pregiudizi presenti nei dati di addestramento, con conseguenze concrete sulle persone. Basti pensare al concetto di Stochastic Parrot, che evidenzia come i modelli linguistici tendano a riprodurre schemi e contenuti appresi senza una reale comprensione, oppure ai casi emersi in ambito sanitario, dove alcuni sistemi predittivi hanno mostrato distorsioni legate al sesso o ad altre caratteristiche demografiche dei pazienti. Questi aspetti rendono il tema particolarmente attuale e meritevole di approfondimento.

L’intuizione per il lavoro di tesi è stata una decisione di gruppo, anche con i relatori, o una soluzione individuale?

L’argomento della tesi è stato individuato e sviluppato insieme al professor Roberto Vergallo dell’Università del Salento. La scelta è nata da un confronto sulle principali sfide etiche e tecniche legate all’intelligenza artificiale contemporanea, individuando nei bias algoritmici un ambito di ricerca particolarmente significativo per il suo impatto sociale e tecnologico. Si è trattato quindi di un percorso condiviso, costruito attraverso il dialogo con il relatore e l’analisi della letteratura scientifica più recente.

Hai intenzione di continuare il lavoro di ricerca su questo argomento o sei proiettato su altro?

Lo studio su questi temi sta continuando e rappresenta ancora un importante ambito di interesse. Parallelamente, sto proseguendo il mio percorso di formazione nell’area dell’intelligenza artificiale attraverso l’acquisizione di nuovi Master di secondo livello, con l’obiettivo di ampliare e consolidare le competenze sia dal punto di vista tecnico sia da quello metodologico. L’intenzione è quindi quella di continuare ad approfondire le tematiche legate all’IA, mantenendo un’attenzione particolare agli aspetti di affidabilità, etica e governance dei sistemi intelligenti.


Danilo Giovannico, 35 anni, lascia la carriera da calciatore per dedicarsi al campo dell’informatica. La sua evoluzione passa dal ruolo di software developer, a quello di tech leader, fino alla posizione come software architect. La sua Embedding Fairness in Large Language Models via a Variance-Aware Network verrà pubblicata il prossimo settembre.