Lo Zampino
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Un delitto (quasi) perfetto

Quanto sei bravo a risolvere un omicidio?

Proviamo a fare un esperimento: sei in vacanza. Fa caldo, il mare è a due passi, qualcuno sonnecchia, c’è chi si dedica ai cruciverba e tu tiri fuori un libro. Ti chiedono che genere, rispondi che è un giallo… ma poi aggiungi che sei tu a doverlo risolvere.

Ecco. 

È esattamente in questo momento che “Delitto quasi perfetto a Villa Elysium” di Antony Johnston smette di essere semplicemente un libro e diventa una sfida.

Una sfida con un omicidio da risolvere, una villa piena di sospettati e una domanda che aleggia per tutta la lettura: sei davvero bravo come credi a trovare il colpevole?

Quando leggiamo un giallo, di solito seguiamo il protagonista mentre raccoglie indizi, interroga testimoni e, nelle ultime pagine, ci spiega come tutti gli elementi fossero stati davanti ai nostri occhi fin dall'inizio.

In questo romanzo, invece, le cose funzionano diversamente perché è il lettore stesso a condurre le indagini passo dopo passo.

Il libro, infatti, è costruito a bivi e quindi sta a te decidere quali piste seguire, chi interrogare, quali luoghi esplorare e quali dettagli approfondire. Ogni scelta, del resto, apre nuove possibilità e ne chiude altre, portandoti lungo percorsi diversi verso la soluzione del caso.

L’aspetto di questo libro che mi ha conquistata non è stata soltanto la trama, che funziona bene e riesce a mantenere viva la curiosità fino alla fine, ma soprattutto la sensazione di essere davvero coinvolta in prima persona nell'indagine.

Mi sono ritrovata a controllare dettagli che avevo sottovalutato, a tornare mentalmente su alcune testimonianze, a cambiare idea sui sospettati più di una volta e, soprattutto, a prendere appunti.

Sì, prendere appunti.

Lo so che l'idea di arrivare in spiaggia con un blocco note accanto all'asciugamano potrebbe non essere il massimo della comodità, ma oggi abbiamo un alleato prezioso: il cellulare. Una nota veloce, il nome di un sospettato, un dettaglio apparentemente insignificante e il gioco è fatto.

Perché, diciamocelo, questa può diventare una lettura da condividere durante la vacanza insieme ad amici, parenti o compagni di viaggio, pronti a sentire da un momento all’altro "Secondo me il colpevole è”… salvo poi scoprire di aver preso un granchio e dover ripartire da capo!

La cosa interessante, infatti, è che ogni lettore può aver seguito percorsi diversi, raccolto informazioni differenti e costruito teorie completamente opposte per cui ci si ritrova a confrontare sospetti, intuizioni e deduzioni come se si fosse davvero parte di una squadra investigativa.

In fondo, quanti libri permettono di fare una cosa del genere?

Ecco perché “Delitto quasi perfetto a Villa Elysium” è una lettura giusta per chi ama i gialli ma, almeno una volta, vorrebbe smettere di seguire il detective per diventarlo anche se questo richiede un pizzico di attenzione in più rispetto a un romanzo tradizionale – è vero - e probabilmente qualche appunto sparso tra una pagina e l'altra, ma ripaga con un coinvolgimento che difficilmente si trova nei classici whodunit.

Se cerchi un libro da leggere passivamente sotto l'ombrellone, forse non è quello giusto.

Se invece hai voglia di mettere alla prova il tuo fiuto investigativo, raccogliere indizi e dimostrare di essere più sveglio/a dei sospettati di Villa Elysium, allora preparati.

Il caso è nelle tue mani.

Perché leggere “Delitto quasi perfetto a Villa Elysium”

  • Perché trasforma il lettore in investigatore.
  • Perché è perfetto da condividere con amici o parenti e confrontare le diverse indagini.
  • Perché potreste riuscire dove altri hanno fallito.