Lo Zampino
Lo Zampino

Un capolavoro dibattuto

Il film Odissea, diretto da Cristopher Nolan, è stato girato con una tecnica analogica ad altissima risoluzione, pellicola da 72 mm. Questo tipo di tecnologia ha imposto la risoluzione di diversi problemi: innanzitutto una cinepresa analogica di questo formato è estremamente rumorosa, tanto da impedire i dialoghi dal vivo.

Per ovviare a questo inconveniente la macchina da presa è stata inserita all'interno di un voluminoso contenitore in acciaio per insonorizzarla; date quindi le notevoli dimensioni della cinepresa, gli attori non hanno potuto guardarsi negli occhi durante i dialoghi, ciò ha imposto l'uso di specchi durante le riprese.

Tuttavia pochissime sale al mondo sono attrezzate per questo tipo di tecnologia, dunque sugli schermi non potremo apprezzare il pieno formato ma una immagine "ritagliata" rispetto all'originale.

Il film non è una fedele riproposizione del testo omerico, alcune parti non sono state inserite, altre sono state reinterpretate dal regista (Elena di Troia ha il volto di una donna di colore, Nausica, che soccorre Odisseo dopo il naufragio, è stata completamente eliminata). Quello di Nolan è piuttosto un lavoro di reinterpretazione sulle fragilità umane: l'amore, l'odio, l'inganno, la fedeltà. Un racconto quanto mai attuale, dove le notizie, arrivavano tramite racconti orali in forma di canti, che non permettono mai di distinguere il vero dal falso, l'attendibilità dall'immaginazione, facendo vivere i protagonisti in un continuo stato di dubbio e precarietà. Ulisse è vivo o morto? Una domanda che per venti anni Penelope porta con sé mentre temporeggia con i suoi pretendenti.

In un'epoca di fake news, l'Ulisse di Nolan è un invito a riflettere.