Lo Zampino
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Persone Normali

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Quante volte vi è capitato che qualcuno vi dicesse “questo libro va letto assolutamente, è un capolavoro. Non te ne pentirai, fidati” e voi, fiduciosi, lo avete comprato, iniziato a leggere e, una volta arrivati all’ultima pagina, vi siete ritrovati a pensare “ma che è sta roba?”, rimanendo profondamente delusi?

Vi è mai successo di provare fastidio ascoltando i tantissimi giudizi positivi delle persone che vi circondano e di non capire come sia possibile che un certo libro abbia riscosso un tale successo? Quel fastidio così sottile e costante, che vi spinge a riprenderlo in mano e provare a leggerlo un’altra volta?

Quante storie esistono che alla prima lettura non convincono, alla seconda incuriosiscono e alla terza, BUM, entrano dentro e ci rimangono per sempre?

Ecco, questa è stata la mia esperienza con il romanzo Persone Normali di Sally Rooney, pubblicato nel 2018 e diventato in brevissimo tempo una pietra miliare della cultura letteraria dei Millennials. Un successo travolgente a cui, nel 2020, è seguito l’omonimo adattamento televisivo, altrettanto popolare (in Italia disponibile su RaiPlay).

La storia segue l’evolversi del complesso amore fra Marianne e Connell, nato in segreto ai tempi del liceo e trasformatosi, negli anni dell’università, in un travagliato e profondo legame. Se in un primo momento lui era il ragazzo più popolare della scuola e lei era derisa ed emarginata da tutti, all’università, le posizioni si invertono.

Lui, riservato e disponibile, proviene da una famiglia umile e generosa; lei, sfrontata e arrogante, cresce in una casa ricca, ma senza amore. Due vite agli antipodi, insomma, che continuamente si attraggono e si respingono, tanto che il legame fra Marianne e Connell si rivelerà essere il loro unico appiglio: il solo modo per affrontare i traumi, le paure e le difficoltà.

Questa era la storia, adesso arriva la mia opinione.

A mio avviso è un libro che si ha difficoltà ad apprezzare: la narrativa è piatta, il ritmo è lento e non c’è mai un effettivo punto di svolta. I personaggi spesso scadono nel ridicolo e, per non farsi mancare nulla, lo stile dell’autrice è asciutto e scarno, tanto da rendere difficile per i lettori entrare nella storia. Persone Normali è un libro che definirei quasi mediocre. Ma se quel “quasi mediocre” fosse, in realtà, la chiave di lettura per comprendere appieno il suo successo?

In fondo, la Rooney scrive di dolore e amore, in qualunque forma si manifestino, e tali sentimenti sono così reali e costanti nelle nostre vite da risultare quasi ordinari, soprattutto quando si parla dei giovani. In una società in cui il normale è diventato un concetto banale e superficiale, a causa di tutto quello che ci viene continuamente proposto dai cosiddetti lifestyle influencer, che mostrano una realtà spesso costruita e finta, pur di ottenere like o visualizzazioni, Sally Rooney va controcorrente. Il suo intento è mostrare che quanto più la vita è banale, tanto più è autentica.

Non solo, l’autrice ha anche il coraggio di raccontare gli aspetti più duri e sgradevoli delle nostre esistenze. Le famiglie disfunzionali, gli amori tossici, la depressione, i disturbi alimentari e i pensieri autolesionistici sono temi, ad oggi, sulla bocca di chiunque, poiché tutti, almeno in parte,ne abbiamo avuto un’esperienza, anche indiretta. Eppure spesso se ne parla come di qualcosa di eccezionale, utile per attirare le attenzioni o per giudicare le sfortune altrui, che sia sui social network o di persona.  

Nel romanzo tutti questi temi sono presenti, ma rimangono sullo sfondo. La Rooney traccia con estrema sobrietà la sofferenza di Marianne e Connell, che a volte emerge con forza e altre volte rimane nascosta, come accade nella vita quotidiana. Quante volte guardiamo qualcuno senza sapereciò che sta vivendo interiormente? E quante volte siamo noi stessi a mascherare il dolore?

Sally Rooney, con una lucidità disarmante, riesce a descrivere i sentimenti più reconditi che siamo capaci di provare, quelli che di solito provocano vergogna e che, ad ammetterli, fanno quasi paura. L’autrice ci mette davanti alla realtà e alle contraddizioni dei sentimenti umani, rispetto ai quali spesso ci ritroviamo inermi, disorientati.

Concludo, lasciando a voi la parola, insieme alla mia citazione preferita.

“In lei c’è sempre stato qualcosa che gli uomini vogliono dominare, e il loro desiderio di dominio può essere molto simile all'attrazione, perfino all'amore. Al liceo i ragazzi avevano cercato di spezzarla con la crudeltà e l'indifferenza: all'università avevano cercato di farlo con il sesso e la polarità. La deprimeva pensare che le persone fossero così prevedibili. Che fosse rispettata o disprezzata, alla fine non cambiava granché. Quindi la sua vita avrebbe continuato a rivelarsi la stessa in ogni fase, ancora e ancora, la stessa impietosa gara per il dominio?”

Perché leggere Persone Normali:

  • Perché è difficile non identificarsi nei personaggi di cui si scrive.
  • Per avvicinarsi a una storia realistica e profondamente emotiva.
  • Per leggere un romanzo capace di scuotere interiormente.