Lo Zampino
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Storia di un Festival

san remo

“Perché Sanremo é Sanremo!”

La settimana si annulla.

Tutti riuniti.

Pizza o spaghetti?

Non importa, basta che guardiamo il Festival.

Quando dici Festival, in Italia, ti puoi riferire ad una cosa soltanto: il Festival di Sanremo.

Un’istituzione.

Come il buon vecchio Pippo Baudo.

Come il compianto maestro Beppe Vessicchio.

Come l’indimenticabile Nilla Pizzi.

O i Måneskin .

Ma facciamo un passo indietro.

Anzi no, facciamo 76 passi indietro.

Partiamo dall’inizio.

Perché il Festival è la più importante manifestazione musicale italiana, uno degli eventi televisivi più longevi d’Europa.

Nato nel secondo dopoguerra, ha accompagnato, passo dopo passo, l’evoluzione culturale, sociale e musicale del Bel Paese, diventando lo specchio dell’Italia che cambia.

Le origini.

Il Festival nacque nel 1951 nella città ligure di Sanremo, su iniziativa del direttore del casinò Pier Bussetti e con la conduzione radiofonica di Nunzio Filogamo. Le prime edizioni si svolsero nel salone delle feste del Casinò di Sanremo e vennero trasmesse solo alla radio.

La prima vincitrice fu Nilla Pizzi con il brano “Grazie dei fiori”. Negli anni Cinquanta il Festival contribuì a diffondere la canzone melodica italiana e lanciò artisti destinati a diventare simboli dell’epoca, come Domenico Modugno, che nel 1958 trionfò con “Nel blu dipinto di blu (Volare)”, brano che avrà un successo internazionale straordinario.

Il boom economico e la televisione

Con l’arrivo della televisione e la diretta della RAI, Sanremo entrò nelle case degli italiani diventando un rito collettivo. Negli anni Sessanta il Festival riflesse l’Italia del boom economico, ma anche le tensioni sociali del periodo.

Il 1967 segnò una pagina tragica: il suicidio di Luigi Tenco dopo l’eliminazione della sua canzone scosse profondamente l’opinione pubblica e cambiò per sempre la percezione della manifestazione.

Crisi e trasformazioni

Negli anni Settanta il Festival attraversò un periodo di calo di popolarità, complice il cambiamento dei gusti musicali e la nascita di nuovi generi. Tuttavia, negli anni Ottanta visse una rinascita grazie a una nuova formula più spettacolare dedicata alla TV.

Nel 1977 il Festival si spostò definitivamente al Teatro Ariston, che divenne la sua sede storica. La conduzione di Pippo Baudo segna un’epoca: Baudo consolidò il format moderno e contribuì a lanciare nuovi talenti.

Gli anni ’90 e 2000: tra tradizione e pop

Negli anni Novanta Sanremo si confermò il trampolino di lancio per giovani artisti e palcoscenico per grandi nomi della musica italiana. Si rafforzò il legame con l’Eurovision Song Contest, di cui il Festival diventa selezione italiana ufficiale in diverse edizioni recenti.

Nel corso dei decenni hanno calcato il palco dell’Ariston artisti come Eros Ramazzotti, Laura Pausini e Andrea Bocelli, molti dei quali hanno poi raggiunto fama internazionale.

Il Festival oggi

Negli anni più recenti, sotto la direzione artistica di Amadeus (2020–2024), il Festival ha vissuto una nuova fase di grande successo, attirando un pubblico giovane e integrando social media e streaming. La vittoria dei Måneskin nel 2021 con “Zitti e buoni” , seguita dal trionfo all’Eurovision, ha riportato il rock italiano al centro della scena internazionale.

Oggi il Festival di Sanremo è un evento mediatico che unisce musica, spettacolo, moda e dibattito sociale. Ogni febbraio milioni di spettatori seguono le cinque serate, commentando in tempo reale e trasformando il Festival in un fenomeno culturale nazionale.