Quando sono giù, penso alle cose che mi fanno felice. Oggi ho pensato all’amore.
Cos’è per me l’amore? Forse meglio “chi”.
L’amore sono i miei genitori che ridono insieme, è mio padre che racconta del primo incontro con mia madre e lei che lo sta ancora a sentire. L’amore è mia nonna che dice “Quando vai a dormire tu, allora vado anche io” anche se non le interessa il programma che sto guardando in tv. È lei che “Prendiamo qualcosa al bar. Ti va un gelato?” alle 10 di una mattina d’estate in cui siamo uscite insieme per comprare il giornale, e l’espressino che beviamo sedute al tavolo, con un pasticciotto diviso a metà.
L’amore è mia sorella che, quando sono fuori, o in viaggio da sola, lascia il telefono acceso e mi dice di chiamarla se ho bisogno di qualcosa, anche se siamo a più di mille chilometri di distanza. Sono le mie amiche che mi fanno una sorpresa in stazione e quelle che si ricordano che non mi piace il panino con il salame.
L’amore è la mia gatta che sente arrivare mio padre e lo aspetta dietro la porta. Ed è ancora lei, quando ci vede tornare a casa, che fa una capriola sul tappeto e comincia a fare le fusa.
L’amore è un viaggio organizzato in pochi giorni, una macchina acciaccata, che rischia di non portarci fino a destinazione, e uno zaino fatto in fretta. L’amore è il pacco di taralli infilato all’ultimo in valigia, insieme al caffè e ad una moka piccola, che probabilmente finirà in qualche città dell’Europa, regalata a un’amica o rubata da un coinquilino ormai lontano.
L’amore è mia nonna che mi racconta di come mio nonno si è avvicinato a lei, attirato dalle sue scarpe con la zeppa, il primo giorno di lavoro in una nuova scuola, mentre lei parlava con il preside.
L’amore è un messaggio che arriva inaspettato, una pasta preparata a tarda notte e un cornetto mangiato sul ciglio della strada. È “Ti accompagno a lavoro, così ci salutiamo” quando non si trova il tempo, “Chiamami mentre torni, che ti faccio compagnia” e “Il dolce lo dividiamo?”
L’amore è mia nonna che mi chiede se voglio che dorma con me, anche se sono già grande da un po’. È la gatta che si accuccia sul letto accanto a qualcuno che sta male e rimane lì senza fare rumore. È quel cane che, con la lingua fuori mentre cammina goffo, sembra che mi sorrida, e il signore che lo accompagna e mi dice che “Odora tutti, ma lei gli è simpatica!”
L’amore è mia sorella che mi regala il pesto fatto da lei e che mi sveglia solo quando è pronta la colazione, perché sa che la mattina faccio fatica ad alzarmi. L’amore è lei che mi dice di fare la brava, di andare piano, di non correre troppo, che tutto andrà bene.
L’amore è mio padre che mi fa una ricarica telefonica anche quando non l’ho chiesto, che compra la Coca-Cola quando mia sorella scende a casa, che adotta gli animali randagi e che fa amicizia con i bambini che giocano per strada, un po’ randagi anche loro.
L’amore è mia madre che canta, balla, cura il giardino e mi aiuta a preparare la valigia ogni volta che devo partire, stipando tutto molto meglio di me.
L’amore è un concerto urlato abbracciati, una canzone stonata, un balletto mal riuscito, una battuta che farà ridere solo chi c’era. È un “Ci andiamo insieme, se non ti va di farlo da sola” e un sorriso quando serve. L’amore è la cartolina che arriva dopo mesi e un messaggio con scritto “L’ho visto e ti ho pensato”. È entrare in una stanza e dire “buongiorno”, augurandosi lo sia per davvero.
L’amore è mia madre che si prende cura della sua. Ed è mia nonna che “Ho preparato un po’ di sughetto per quando torna tua madre”, anche se l’orario di pranzo è già passato.
L’amore è la casa dei miei nonni, in cui tutto è cambiato, ma alcune cose sono rimaste uguali: le porte socchiuse, gli stipiti bianchi, la siepe che mi nascondeva da bambina e l’albicocco che fa ombra nel giardino. L’amore è ricordare il loro cinquantesimo anniversario di matrimonio, la poesia recitata da un cugino affettuoso, il loro bacio timido, una giornata di sole e la famiglia numerosa e riunita.
L’amore è sapere che ci sono persone che mi pensano da lontano, ed altre che lo fanno da vicino. È organizzare una cena insieme e portare del vino, parlare del caldo, dei viaggi da fare, della vita che cambia e delle prime rughe sul viso. L’amore è il tempo che mi dedica chi mi vuole bene, con un gesto, una chiamata, una parola.
L’amore è il sole di febbraio e chi mi ricorda di mettere la protezione solare ogni giorno. Sono le foto mosse e il vento in faccia, quando fuori fa freddo ma non ci si vuole coprire. L’amore sono i consigli detti male, e quelli detti meglio. Sono le scuse sincere e il timore di ferire.
L’amore è mia nonna che conserva i numeri del quotidiano su cui scrivo, lo porta alle vicine e dice “Questo l’ha scritto mia nipote”, prima di metterlo in un cassetto del salone e poi dimenticarsi di averlo fatto.
L’amore è dire “Ci andiamo insieme” e poi andarci sul serio, a vedere il tramonto, l’alba dalle scale di una torre abbandonata o quel campo di girasoli di cui avevamo sentito parlare.
L’amore è la fortuna di essere nata in una terra da cui si può raggiungere il mare in quindici o quaranta minuti, addirittura su due coste diverse, e di poterla chiamare “casa”.
L’amore è mia nonna che, guardando quel mare così vicino a noi, mi chiede chi abbia fatto tutto questo, e io non so rispondere.
L’amore sono i miei genitori che mi salutano quando vado via, perché sanno che non posso restare. Anche se, in fondo, resto comunque.