Lo Zampino
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Portogallo nascosto: Aveiro e Ílhavo

C'è una bugia gentile che accompagna chiunque arrivi ad Aveiro, ed è scritta su metà dei cartelli turistici: "la Venezia del Portogallo". Bastano i tre canali, i ponticelli e i moliceiros (le barche dipinte a mano che un tempo raccoglievano le alghe) perché il paragone scatti da solo. È un'etichetta che vende bene e delude un po': promette una grandezza che Aveiro non ha, e nel frattempo nasconde quello che Aveiro è davvero, cioè una città portoghese di laguna, con una sua storia di sale, pesce e ritorni dal Brasile.

È una città che si gira a piedi in poche ore, e questo è insieme il suo limite e la sua onestà. In compenso è giovane: l'università la tiene viva, riempie i locali, abbassa i prezzi. E, soprattutto, non è ancora del tutto fagocitata dal turismo di massa, anche se la direzione è quella.

Da provare gli ovos moles, dolcetti conventuali di ostia ripiena di crema di tuorlo e zucchero; e, sul salato, l'anguilla della Ria, oltre all'immancabile bacalhau.

A tre chilometri più a sud comincia Ílhavo, famosa soprattutto per le casette a righe di Costa Nova e per la Praia da Barra, col faro più alto del Portogallo. Le foto più condivise di tutta la zona non sono di Aveiro: sono di Ílhavo.

Ílhavo non recita la parte della bella della laguna. È un posto operaio e marinaro, con due anime forti: la prima è il merluzzo, la seconda è la porcellana.

Tutte e due le città, a loro modo, sono una meta accessibile, economica e non troppo inflazionata. Se a settembre avete in programma un viaggio in Portogallo, una notte ad Aveiro costa tra i 40 e i 90 euro, a seconda, ovviamente, del comfort che cercate. E se volete un angolo di laguna e di mare dove stare tranquilli, lontano dalla folla, è il posto giusto.